OSTERIA SAN GIULIO – ANTICA BADIA DI DULZAGO. I sapori dell’enogastronomia tipica del Piemonte.

Pubblicato il 12 aprile 2011

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Lasciate ogni speranza voi che entrate…

Una volta varcata la soglia non potrete resistere. Anche i più strenui difensori della linea saranno costretti a capitolare di fronte alle gustose tentazioni dell’Osteria San Giulio.
E’ singolare che proprio nel luogo dove l’antica comunità monastica che seguiva la regola di Sant Agostino, che predicava la frugalità e praticava una rigida dieta, sia sorto un piccolo tempio della cucina novarese. Quella vera. Sapori che paiono arrivare direttamente dal passato. Un tempo neanche tanto remoto, il tempo in cui le mondine popolavano ancora le campagne di queste zone.
Proprio di fronte alla chiesa ha sede l’osteria (un termine che mi piace veramente tanto).
Ambiente familiare, caldo ed accogliente.
I proprietari, simpatici e cortesi, mettono subito a loro agio gli ospiti aprendo la cena con gli antipasti misti, tipici della zona. Prosciutto, salami, lardo, pancetta, vari sformati, un carpaccio condito con una salsa che ricorda la bagna cauda – un piatto tradizionale della zona – e diverse verdure sott’olio o sotto aceto, di produzione propria, tra le quali devo elogiare le fantastiche cipolline in agrodolce.
In autunno ed in inverno potrete assaggiare anche la vera Bagna Cauda, letteralmente salsa calda.
E’ un piatto del periodo della vendemmia. La salsa, preparata con acciughe, aglio, olio e burro viene posta in piccoli recipienti riscaldati per tenere sempre la Bagna Cauda ad alta temperatura. Nella salsa si intingono le verdure di stagione, cardi, cipolle, peperoni, foglie di cavolo e quello che più vi aggrada.
Tra i primi piatti non si può fare a meno di assaggiare la paniscia – un risotto tipico del novarese con fagioli, verdure, lardo, cotenna di maiale e salam d’la duja (un salame piemontese conservato sotto strutto in recipienti di terracotta chiamati doje) – ovviamente cucinato con il riso prodotto a qualche centinaio di metri dall’osteria. Da assaggiare assolutamente anche gli agnolotti, fatti a mano, conditi con il sugo di arrosto.
Bisogna cercare di moderarsi per arrivare al tempo dei secondi con ancora un poco di spazio per poterli accogliere.
Stracotto al Barbera, rustia (o rustida ) con la polenta e l’immancabile Gorgonzola, ovviamente prodotto in zona. (questa è una delle principali zone di produzione di questo straordinario formaggio erborinato)
Ovviamente arrivati al dolce ci si vorrebbe arrendere ma non ci facciamo mancare il tiramisù della casa.
Il tutto accompagnato dai famosi vini piemontesi che esaltano la cucina locale.

Vale la pena recarsi sul posto un poco prima di sedersi a tavola per poter visitare l’antica abazia e per fare due passi nei dintorni.
La chiesa, di solito, è visitabile il sabato pomeriggio e la domenica. Vi consiglio comunque di chiamare per chiedere informazioni dettagliate.
Costruita nel XII secolo, su una piccola collina che domina la pianura circostante, fu inizialmente il punto di riferimento religioso per i borghi della zona ma nel basso medioevo fu trasformata in una cascina agricola. Ovviamente l’abazia subì alcune trasformazioni per ospitare i braccianti agricoli e l’amministratore della cascina.
Durante il periodo della conquista napoleonica, così come tutti i beni della chiesa, anche l’abazia, ed i terreni che a questa facevano capo, fu requisita e venduta dallo stato francese a una ricca famiglia d’oltralpe.
Riacquistata dalla famiglia Borromeo Arese fu convertita alla coltivazione del riso.
Dopo la seconda guerra mondiale i possedimenti furono lottizzati ed acquistata da diversi proprietari. Il borgo si spopolò.
Ancora oggi risiede nell’abazia un piccolo gruppo di persone che si è riunita in associazione per salvaguardare la badia di Dulzago.
Ogni anno, l’ultima domenica di gennaio, si celebra la festa di San Giulio con la tradizionale fagiolata. Nelle grandi caldaie di rame, seguendo l’antica ricetta tradizionale, si cuoce la minestra di fagioli che il parroco distribuisce a tutti i presenti alla funzione religiosa.
Una festa alla quale partecipano, numerosi, gli abitanti dei paesi vicini e diversi turisti.

Approfittatene per cercare in zona – non vi sarà difficile trovarla – una riseria nella quale acquistare, come souvenir, il riso prodotto in queste pianure.
Io mi sono fermato alla riseria Fortina, a Cavagliano, a poca distanza dalla Badia.

Se passate dalle parti di Novara, quindi, fate un salto all’Osteria San Giulio, alla Badia di Dulzago ma ricordatevi di prenotare prima…


Buon appetito.
Giulio Volontè


Osteria San Giulio – frazione di Badia di Dulzago – Bellinzago Novarese (NO)
telefono 0321 98101

© Giulio Volontè, all rights reserved. – giulio.volonte@gmail.com -

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